26.1.05

Desiderio e dolore

Il desiderio è la mente che cerca salvezza o appagamento nelle cose esteriori e nel futuro come sostituti per la gioia dell'essere. Fintanto che io sono la mia mente, io sono questi desideri, questi bisogni, necessità, attaccamenti e avversioni, e al di là di questi non vi è “io” se non come pura possibilià, potenziale inespresso(...). Bisogna essere presenti. Bisogna diventare osservatori della mente.
Gli esseri umani sono in balia del dolore da millenni.
Il dolore è ineviatabile fintanto che ci si identifica con la mente. Mi riferisco principalmente al dolore emotivo, che è la causa principale de dolore fisico e della malattia fisica. Risentimento, odio, autocommiserazione, senso di colpa, collera, depressione, gelosia, eccetera, perfino la più lieve irritazione, sono tutte forme di dolore. E ogni piacere o esaltazione emotiva contiene in sé il seme del dolore, il suo contrario inseparabile, che si manifesterà col tempo.
Chiunque abbia mai assunto droghe per andare “su di giri” saprà che l'euforia prima o poi si trasforma in depressione, che il piacere si tramuta in qualche forma di dolore. Molte persone sanno inoltre per esperienza con quanta facilità e rapidità un rapporto sentimentale può trasformarsi da fonte di piacere in fonte di dolore. Viste da una prospettiva più elevata, entrambe le polarità, negativa e positiva, sono facce della stessa medaglia, entrambe fanno parte del dolore fondamentale che è inseparabile dallo stato di coscienza incentrato sull'io e identificato con la mente.
Esistono due livelli di dolore: il dolore che noi creiamo adesso e il dolore proveniente dal passato che ancora vive nella nostra mente e nel nostro corpo. Bisogna cercare di smettere di creare dolore nel presente e dissolvere il dolore del passato...

E. Tolle

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