Ed eccomi finalmente al primo post di questo nuovo viaggio.
Ho trascorso i miei primi giorni di visita alle americhe del sud nella citta di Buenos Aires. Qui il viaggio non é ancora veramente iniziato; direi che é piú un prologo, un'introduzione.
A Buenos Aires si sente ancora un forte odore di Europa; l'architettura e soprattutto la gente ricordano molto le cittá di Madrid, Parigi, Roma..
Il prologo argentino é stato comunque molto piacevole.
All'aeroporto di Buenos Aires sono stata subito accolta dal mio caro amico Gaston, arrivato direttamente in autobus da Mar del Plata, cittadina a 500-600 km a sud dalla capitale argentina. In compagnia di Gaston ho poi visitato per una decina di giorni quel groviglio di strade, edifici, musei, parchi, cartelli pubblicitari (molti con donnine scosciate che fanno invidia alle televisioni Mediaset..) e auto, che caratterizzano credo ogni grande metropoli che si rispetti.
Un'idea delle dimensioni disumane di Buenos Aires la si puó giá avere dall'aereo, arrivando quando ancora é notte: il mare di luci praticamente non riesce a trovare fine...
Fortunatamente, in questi 10 giorni, siamo riusciti goderci anche una pausa dal caos metropolitano. Siamo stati ospiti di Gerard, un caro amico di Gaston, che vive in un luogo chiamato "Parque Leloir", non molto lontano dalla "Capital Federal". Un luogo dove si puó incredibilmente respirare un po' di verde malgrado disti solo a poco piú mezz'ora dalla metropoli. Non a caso Parque Leloir é un luogo che sta diventado piuttosto "in" tra i "porteños" stanchi dallo stress e del rumore..
Gaston e io ci siamo cosí potuti permettere un po' di sano riposo; leggendo, cazzeggiando, guardando film, praticando addirittura anche un po' di yoga e partecipando a un concerto di strumenti orientali. Ora ditemi: quale agenzia di viaggi sarebbe stata in grado di organizzarmi un viaggio migliore?! :-)
Il fatto di essere ospitata e di avere anche con me una guida-accompagnatore-fotoreporter-protettore é stato veramente impagabile. Un giorno, forse, speriamo, Gaston riuscirá a realizzare la tanto desiderata visita in Svizzera e in Italia... (speriamo di riuscire anche a restituire il servizio ricevuto...). Gli iscritti a Facebook possono giá vedere alcune foto, gli altri dovranno purtroppo aspettare finché non pubblico su flickr.
A Buenos Aires ho anche giá incontrato i miei prossimi accompagnatori di viaggio: i miei amici Francesca e Giacomo, i quali vivono e lavorano a Cochabamba, in Bolivia, occupandosi di progetti sociali per conto di una ong svizzera.
Insime a loro ho capito che la cosa migliore, per continuare il mio viaggio, sarebbe stata quella di prendere direttamente l'aereo per arrivare in Bolivia il prima possibile, piú tardi sarebbe piú complicato: un po' perché inizierá la stagione delle pioggie e un po' perché pare che a dicembre Francesca e Giacomo saranno invasi da ulteriori visite.
Giovedí ho quindi preso il volo per la Bolivia, iniziando da Santa Cruz de la Sierra, dove mi son fermata una notte, giusto per farmi un'idea del luogo, che giá sapevo non sarebbe stato di grande interesse per me; molto commerciale e atipico per questa nazione andina.
Venerdí ero quindi giá piazzata su un autobus alla volta di Cochabamba.
La prima immagine del paesaggio boliviano: molto, ma molto verde nella parte bassa e piú secco e arido man mano che si cominciano a raggiungere i 2700 msm di Cochabamba.
Le case e le persone sono molto semplici fuori dai centri cittadini, a volte sembra purtroppo rasentare la miseria. Il divario sociale é notevole; vederlo di persona fa chiaramente piú effetto che nei documentari..
Il mal di testa per l'altezza era inevitabile, sono peró riuscita a combatterlo abbastanza in fretta dopo la prima notte; grazie anche a un'immediato consumo massiccio di te di foglie di coca.. che ho subito gradito molto!
A Santa Cruz il clima é praticamente tropicale, molto caldo e molto umido; a Cochabamba c'é sempre ancora un bel calduccio, ma é decisamente piú fresco e piacevole.
I miei amici Francesca e Giacomo li ho trovati decisamente in forma. Contenti e soddisfatti della loro esperienza boliviana; non sempre facile ma che senz'altro si porteranno per sempre nel cuore.
Sabato e domenica sono anche giá riuscita a filmare un po': prima una visita alla creazione di un nuovo pozzo e poi una riunione con una comunitá locale, dove si affrontava il perenne problema della distribuzione idrica locale, tema molto ma molto importante e di difficile soluzione. Giacomo, geologo, dice che in realtá di acqua in Bolivia ce n'é a sufficenza, il problema é solo che é incredibilmente mal distribuita...
Nel frattempo spero di poter filmare anche un po' l'attivitá di Francesca, che é educatrice e si occupa di bambini. Vedremo.
Il 6 dicembre, in Bolivia, ci saranno le elezioni presidenziali; Evo Morales e il MAS (il suo partito) sembrano essere i favoriti (ovunque si vedono slogan che dicono "Evo de nuevo" o "Evo cumple" o "queremos MAS..", ecc...). Personalmente non mi sono fatta ancora un'idea chiara della situazione e purtroppo temo che mi possa capitare lo stesso che giá successe a Cuba: non riuscire a capire mai veramente.
Forse di questo meglio parlarne in un prossimo post... vediamo..
A Cochabamba mi fermeró fino a giovedí o venerdí. La mia prossima tappa sará la cittadina di Sucre, in seguito Potosí, dove c'é la grande attivitá mineraria Boliviana e poi direttamente a La Paz.
Sinceramente non muoio dalla voglia di vedere la capitale boliviana, anche se vale la pena visitarla mi dicono che é un po' piú pericolosa, che dire, bisognerá fare attenzione.. (ad ogni modo pare non si possa evitare se poi si vuole proseguire per il lago Titicaca e per il Peru..). Cercheró di fermarmi lo stretto necessario; stare troppo tempo nelle grandi cittá, andare in giro sempre con la guardia alta, dopo un po' diventa stressante...
L'obiettivo principale sará poi Cuzco e il Machu Picchu, in Perú. Nutro ancora la silenziosa speranza che l'invasione massiccia turistica arrivi piú tardi...
Una volta riuscita a godermi l'alba del Machu Picchu inizieró il ritorno, nuovamente verso sud: via Arequipa, poi nord del Chile, solo fino a San Pedro de Atacama e da lí dinuovo in Bolivia visitando il famoso deserto di sale di Uyuni (che pare essere uno spettacolo..). Il viaggio proseguirá poi verso il nord dell'Argentina, via Villazón, Salta e Tucuman. Verso metá dicembre dovrei riuscire ad arrivare alla mia meta finale: Mar del Plata, dinuovo da Gaston, per riposare e riprendere energie prima di cominciare un'altra, nuova, avventura lavorativa...
Sono parecchi chilometri da percorrere, ma sono sicura che ne varrá la pena :-)
Cercheró, nel possibile, di tenervi informati..
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