Sarah se escribe con h...
6.7.11
25.6.11
Costruire con la paglia
Ebbene si... decisi di fare la mia prima vera esperienza di volontariato WWOOF seguendo e aiutando per un mese e mezzo, tra folti boschi, per bricchi e per colli, una “pazza” famiglia che un paio di anni fa, decise di avviare un progetto di agriturismo di svariati ettari basato su agricoltura biodinamica, permacultura e... bio-architettura!
La casa ospitante, infatti, sará costituita nella maggiorparte di: legno, paglia e argilla. Al momento é la principale preoccupazione per tutti quanti, in quanto non ancora terminata; mancano ancora gli impianti, buona parte delle pareti interne e gli intonaci interni ed esterni e... molte camice da sudare.
Giá da ora, peró, posso dire che é... bellissima!!
Dall'altra parte... piante dell'orto e della serra crescono a dismisura, la biodinamica é la biodinamica.. altro che ormoni e antibiotici! Qui non si diserba piú l'orto insomma... si disbosca!!
Anche galline, anatre, conigli, cavallo e le due mucche oramai si sono presi quasi tutte le libertá, gabbie e recinti li usano come decorazioni... non scappano lontano peró, anzi, é felicitá allo stato brado, tanto che temo che nessuno riuscirá a farli arrosto come si era pensato... un po' perché fanno tenerezza e un po' perché..... provate a prenderli ora??!!
Anche le lucertole e i topolini sono cosí sani e felici qui che ti verrebbe da fargli una carezza di tanto in tanto..
É l'antitesi dell'agricoltura industriale controllata, insomma, mi vien da usare il termine “agriturismo caotico e selvaggio”... suona bene peró, no?
PS: Son passati dieci giorni ed é tutto come da manuale, inclusi il mal di gambe e il mal di schiena, altrimenti non sarebbe serio :-)
15.4.10
Dalla Bolivia all'Argentina; a un passo dall'Europa?
...e da La Paz me ne andai festeggiante e fischiettante per la vittoria di Evo... 63% dei voti non é un risultato da sottovalutare... Cheddire, speriamo davvero che da questo paese possa uscire qualche nuova idea... Vedremo, per ora i problemi con i quali si dovrá crucciare il nostro Evo non sono pochi. Intanto io ero sotto il suo balcone ad ascoltare e filmare il suo discorso ;-)
Lasciai La Paz saltando nuovamente su un autobus per farmi un'altro viaggetto notturno di 10 ore... obiettivo: Uyuni. Era praticamente d'obbligo il tour nel deserto di sale, in effetti merita...
Arrivai a Uyuni alle 7 del mattino (senza praticamente chiudere occhio...) e 3 ore piú tardi le mie chiappe si trovavano giá su uno scoppiettante Toyota Land Cruiser in attraversata del deserto di sale.
Sono stati tre giorni intensi e piuttosto stancanti, molti i chilometri da percorrere, gli alloggi, i servizi e i giacigli erano esattamente confortanti... ogni mattina si doveva essere pronti a ripartire alle 4... ma insomma, ce l'ho fatta e ne é valsa la pena!
Nel tour di Uyuni ho fatto conoscenza di un nuovo compagnio di viaggio: Ekaitz, un giovane viaggiatore proveniente... dai Paesi Baschi, ma che vive (guarda caso) a Barcellona da ormai 7 anni. Lavorava in un bar/ristorante di tapas che ho frequetai anch'io per un certo periodo, fino a che i prezzi hanno smesso di essere accettabili...
Insieme a Ekaitz (Eka, per gli amici) ho effettuato lo spostamento piú stancante di tutto il mio viaggio; quello dell'attraversamento della frontiera di Villazón-La Quiaca. L'effetto che ho percepito é in un certo senso simile all'attraversamento della frontiera tra Svizzera e Italia... E come una buonissima parte degli argentini non conosce la Bolivia, anche molti italiani non sono mai stati in Svizzera...
Quella degli argentini è una strana storia; attualmente quasi ossessionati (non tutti perfortuna..) dalla cultura e gli standard europei e in generale si sentono economicamente mooooolto "poveri".
Beh... tutto dipende naturalmente dal punto di vista (ricordo ancora una volta la Bolivia..); in un certo senso, peró, é vero: il costo della vita rispetto a ció che guadagnano é al momento decisamente piú alto che in Europa (vedremo poi fino a quando..) e il "contrasto" socio-economico tra i "ricchi" e la supposta "classe media" sembra essere piuttosto marcato.
In generale, peró, non posso evitare di notare una grandissima somiglianza, piú che con l'Europa e l'Italia in particolare, anche con un'altra nazione che visitai qualche anno fa... Gli Stati Uniti d'America. Se mi guardo intorno, come a Mar del Plata per esempio, non faccio altro che vedere interi quartieri con ville e villette con gardini e giardinetti da ogni parte, nei stili architettonici piú variegati (fa quasi concorrenza al Ballenberg svizzero..), le reti stradali cittadine seguono la quadricolatura romana e il territorio é stato invaso e ora popolato praticamente da solo bianchi di origine europea. L'"apparenza" e l'estetica sono valori decisamente predominanti, le immense distese di terre coltivate sono oramai quasi tutte monoculture industriali e la maggioranza a semenza transgenica e... la pizza ha troppa mozzarella, la pasta troppo spessa e i pop-corn sono zuccherati... (uffa!).
A differenza degli statunitensi non si parla un inglese con una patata in bocca, bensí uno spagnolo senza arrotolare la lingua.. La gente "povera" é leggermente meno (ma leggermente..) fan di Coca Cola e della fast-food industry e il problema dell'obesitá, benché esista, non é ancora cosí comune.
La "stanza dei bottoni" del mondo, non risiede qui, ma temo vi si sia insediata una buona “succursale”...
Lasciai La Paz saltando nuovamente su un autobus per farmi un'altro viaggetto notturno di 10 ore... obiettivo: Uyuni. Era praticamente d'obbligo il tour nel deserto di sale, in effetti merita...
Arrivai a Uyuni alle 7 del mattino (senza praticamente chiudere occhio...) e 3 ore piú tardi le mie chiappe si trovavano giá su uno scoppiettante Toyota Land Cruiser in attraversata del deserto di sale.
Sono stati tre giorni intensi e piuttosto stancanti, molti i chilometri da percorrere, gli alloggi, i servizi e i giacigli erano esattamente confortanti... ogni mattina si doveva essere pronti a ripartire alle 4... ma insomma, ce l'ho fatta e ne é valsa la pena!
Nel tour di Uyuni ho fatto conoscenza di un nuovo compagnio di viaggio: Ekaitz, un giovane viaggiatore proveniente... dai Paesi Baschi, ma che vive (guarda caso) a Barcellona da ormai 7 anni. Lavorava in un bar/ristorante di tapas che ho frequetai anch'io per un certo periodo, fino a che i prezzi hanno smesso di essere accettabili...
Insieme a Ekaitz (Eka, per gli amici) ho effettuato lo spostamento piú stancante di tutto il mio viaggio; quello dell'attraversamento della frontiera di Villazón-La Quiaca. L'effetto che ho percepito é in un certo senso simile all'attraversamento della frontiera tra Svizzera e Italia... E come una buonissima parte degli argentini non conosce la Bolivia, anche molti italiani non sono mai stati in Svizzera...
Quella degli argentini è una strana storia; attualmente quasi ossessionati (non tutti perfortuna..) dalla cultura e gli standard europei e in generale si sentono economicamente mooooolto "poveri".
Beh... tutto dipende naturalmente dal punto di vista (ricordo ancora una volta la Bolivia..); in un certo senso, peró, é vero: il costo della vita rispetto a ció che guadagnano é al momento decisamente piú alto che in Europa (vedremo poi fino a quando..) e il "contrasto" socio-economico tra i "ricchi" e la supposta "classe media" sembra essere piuttosto marcato.
In generale, peró, non posso evitare di notare una grandissima somiglianza, piú che con l'Europa e l'Italia in particolare, anche con un'altra nazione che visitai qualche anno fa... Gli Stati Uniti d'America. Se mi guardo intorno, come a Mar del Plata per esempio, non faccio altro che vedere interi quartieri con ville e villette con gardini e giardinetti da ogni parte, nei stili architettonici piú variegati (fa quasi concorrenza al Ballenberg svizzero..), le reti stradali cittadine seguono la quadricolatura romana e il territorio é stato invaso e ora popolato praticamente da solo bianchi di origine europea. L'"apparenza" e l'estetica sono valori decisamente predominanti, le immense distese di terre coltivate sono oramai quasi tutte monoculture industriali e la maggioranza a semenza transgenica e... la pizza ha troppa mozzarella, la pasta troppo spessa e i pop-corn sono zuccherati... (uffa!).
A differenza degli statunitensi non si parla un inglese con una patata in bocca, bensí uno spagnolo senza arrotolare la lingua.. La gente "povera" é leggermente meno (ma leggermente..) fan di Coca Cola e della fast-food industry e il problema dell'obesitá, benché esista, non é ancora cosí comune.
La "stanza dei bottoni" del mondo, non risiede qui, ma temo vi si sia insediata una buona “succursale”...
Links
7.12.09
Evo de nuevo... un grido all'anti-imperialismo?
Morales rieletto presidente.
I cinque milioni di boliviani chiamati alle urne si sono
espressi. i primi risultati danno il socialista Evo Morales
in vantaggio con il 63 per cento dei voti, contro il 35 per
cento ottenuto dal suo principale avversario, Manfred Reyes
Villa, ex militare e governatore provinciale. Il primo
presidente indigeno della Bolivia ha battuto per la seconda
volta i rivali conservatori, promettendo di accelerare il
cambiamento del Paese al servizio del popolo. Si è votato
anche per la composizione della nuova Assemblea
plurinazionale, il massimo organo legislativo nato con la
nuova costituzione approvata con un referendum.
Fonte: LA PRENSA, Bolivia
Un articulo que también da un punto de de vista de la situación actual en Bolivia:
La probable victoria de Evo Morales exigirá mayores cambios económicos y políticos
I cinque milioni di boliviani chiamati alle urne si sono
espressi. i primi risultati danno il socialista Evo Morales
in vantaggio con il 63 per cento dei voti, contro il 35 per
cento ottenuto dal suo principale avversario, Manfred Reyes
Villa, ex militare e governatore provinciale. Il primo
presidente indigeno della Bolivia ha battuto per la seconda
volta i rivali conservatori, promettendo di accelerare il
cambiamento del Paese al servizio del popolo. Si è votato
anche per la composizione della nuova Assemblea
plurinazionale, il massimo organo legislativo nato con la
nuova costituzione approvata con un referendum.
Fonte: LA PRENSA, Bolivia
Un articulo que también da un punto de de vista de la situación actual en Bolivia:
La probable victoria de Evo Morales exigirá mayores cambios económicos y políticos
5.12.09
In giro per le Ande..
E già passò un mese dall'ultimo post... il tempo vola e il viaggio continua...
Eravamo rimasti a Cochabamaba, da Francesca e Giacomo... tutto é andato molto bene.
Per finire sono riuscita a filmare anche qualcosa dell'attivitá educativa per la quale si sta impegnando Francesca; "educar es fiesta", l'associazione per cui lavora, si occupa di ragazzi di quartieri periferici, difficili, umili e con poche risorse. Riprendendo e trascorrendo un po' di tempo con questi ragazzi che suonano e giocano come matti; si riesce ad andare rapidamente "oltre" l'aspetto "povero" della loro realtá; a un certo punto é come se me ne fossi "dimenticata".
A Cochabamba ho fatto anche la piacevole conoscenza di Marion, una volontaria svizzera che lavora per conto di una fondazione del Liechtenstein, nonché coinquilina di Francesca e Giacomo. Marion, per 4 anni, ha contribuito alla creazione di un progetto a mio parere molto interessante: il centro Samay Wasy (www.samaywasi.org). Si tratta di un centro nato come scuola per formare leader-contadini della regione e che ha finito per combinarsi con l'attivitá alberghiera, dove si ospitano viaggiatori, gruppi di persone, corsi, workshop e congressi di ogni tipo. La parte piú interessante di questo tipo di progetto é il fatto che Marion ha contribuito fortemente alla sua realizzazione e oggi questo centro puó sussistere con le proprie forze senza piú "aiuti esterni" (un esempio simile l'ho incontrato anche a Cuzco nella "casa campesina": http://www.cbc.org.pe/casacampesina/).
Sucre é decisamente una bella cittadina caratterizzata da un'archittettura di chiare origini colonico-spagnole (come praticamente quasi tutte le cittadine delle americhe del sud..). Qui si trova in teoria la capitale amministrativa della Bolivia, anche se il peso economico-esecutivo lo possiede la cittá de La Paz. Visitai il museo dei tessili indigeni (ne vale veramente la pena!), il convento de la Recoleta e la casa de la Libertad; tutto molto ma molto interessante.
Nella pensione Pachamama ho fatto conoscenza anche dei primi viaggiatori europei: Pilar e Josep-Maria, una simpatica coppia di 65enni catalani!! Lei con lunga esperienza di infermiera e volontaria e lui disegnatore industriale, insieme sono riusciti a creare una famiglia con 7 figli... Siamo giá d'accordo di incontrarci al nostro rientro ;-)
Da Potosí ho preso nuovamente un autobus notturno e mi sono diretta verso La Paz, dove ero attesa da nuovi amici (svizzeri) conosciuti a Cochabamba: Sarah e Bernard, anche loro saranno volontari per i prossimi 3 anni nella grande cittá boliviana. Sarah e Bernard sono una giovane coppia; l'una, 23 anni, bernese, antropologa, l'altro, 41 anni, svizzero francese, giornalista (www.lecourrier.ch). Entrambi sono molto attivi e attenti alle problematiche sociali, ambientali e politiche del Sud America e boliviane in particolare. Per fortuna ho superato abbastanza in fretta le paure che nutrivo verso La Paz (dove pare accadano diverse aggressioni e furti verso gli stranieri) e ne ho invece apprezzato subito l'incredibile panorama, le vie e le piazze colorate.
Che dire... la vista sul santuario Inca piú famoso al mondo ha senz'altro dell'incredibile, ma piú incredibile ancora é effettivamente la passeggiata tra le sue mura.
Personalmente sono riuscita a trovare un biglietto di entrata al Macchu Picchu a un quarto del costo normale (ca. 46 USD$), grazie a un turista svizzero incontrato a Puno, ma non sono riuscita a scappare dai prezzi "proibitivi" del treno "quasi inevitabile" (65 USD$) che si prende per arrivare a "Macchu Picchu pueblo", o Aguas Calientes, da dove si parte poi per salire verso il santuario (pare che la compagnia ferroviaria in questione, la Perurail, non sia nemmeno di proprietá peruana, bensí cileno-inglese... pfui!)
Esistono, pare, delle "rute alternative" a quelle cosiddette "classiche" (come il treno o il famoso "Inka trail" di 4 giorni che arriva a costare quasi 400 USD$), e sembra che siano anche interessanti... Diciamo che i prossimi intenzionati ad effettuare una gita da queste parti potranno (o dovranno..) mettersi in contatto con la sottoscritta, la quale cercherá di fornire alcune informazioni sul caso ;-)
Ho anche visitato il monastero di "Santa Catalina da Sena". Luogo dove vivevano monache in clausura fino al 1970. Praticamente é una cittadina dentro la cittá stessa di Arequipa. Una visita che ha dell'incredibile (soprattutto se fatta di sera con illuminazione a torce e candele): sono case, vie, piazzette, stanze e locali dove le monache erano rinchiuse e praticavano la loro vita separata dalla societá. Mai visto una cosa del genere!
Eravamo rimasti a Cochabamaba, da Francesca e Giacomo... tutto é andato molto bene.
Per finire sono riuscita a filmare anche qualcosa dell'attivitá educativa per la quale si sta impegnando Francesca; "educar es fiesta", l'associazione per cui lavora, si occupa di ragazzi di quartieri periferici, difficili, umili e con poche risorse. Riprendendo e trascorrendo un po' di tempo con questi ragazzi che suonano e giocano come matti; si riesce ad andare rapidamente "oltre" l'aspetto "povero" della loro realtá; a un certo punto é come se me ne fossi "dimenticata".
A Cochabamba ho fatto anche la piacevole conoscenza di Marion, una volontaria svizzera che lavora per conto di una fondazione del Liechtenstein, nonché coinquilina di Francesca e Giacomo. Marion, per 4 anni, ha contribuito alla creazione di un progetto a mio parere molto interessante: il centro Samay Wasy (www.samaywasi.org). Si tratta di un centro nato come scuola per formare leader-contadini della regione e che ha finito per combinarsi con l'attivitá alberghiera, dove si ospitano viaggiatori, gruppi di persone, corsi, workshop e congressi di ogni tipo. La parte piú interessante di questo tipo di progetto é il fatto che Marion ha contribuito fortemente alla sua realizzazione e oggi questo centro puó sussistere con le proprie forze senza piú "aiuti esterni" (un esempio simile l'ho incontrato anche a Cuzco nella "casa campesina": http://www.cbc.org.pe/casacampesina/).
Da Cochabamba ho proseguito alla volta di Sucre, effettuando il mio primo spostamento in autobus notturno (quasi 9 ore..). Un'esperienza indimenticabile: non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! La strada che collega queste due cittá é piuttosto tortuosa, si é allietati da un "massaggio" costante.. Durante il tragitto si é bucata una ruota e ha cominciato anche a piovere a dirotto... l'unica buona notizia é forse che il nostro autista era quasi completamente sobrio... E sono infine arrivata sana e salva a destinazione :-)
Sucre é decisamente una bella cittadina caratterizzata da un'archittettura di chiare origini colonico-spagnole (come praticamente quasi tutte le cittadine delle americhe del sud..). Qui si trova in teoria la capitale amministrativa della Bolivia, anche se il peso economico-esecutivo lo possiede la cittá de La Paz. Visitai il museo dei tessili indigeni (ne vale veramente la pena!), il convento de la Recoleta e la casa de la Libertad; tutto molto ma molto interessante.
Nella pensione Pachamama ho fatto conoscenza anche dei primi viaggiatori europei: Pilar e Josep-Maria, una simpatica coppia di 65enni catalani!! Lei con lunga esperienza di infermiera e volontaria e lui disegnatore industriale, insieme sono riusciti a creare una famiglia con 7 figli... Siamo giá d'accordo di incontrarci al nostro rientro ;-)
Da Sucre mi sono spostata a Potosí (3 ore di viaggio, di giorno). Lí mi sono finalmente beccata la mia prima diarrea fulminante, risultato: un giorno intero speso in posizione orizzontale sotto 3 coperte e seduta.. giá potete immaginare dove.. Perfortuna il tutto fu quasi superato giá il giorno dopo. Camomilla e infusioni di foglie di coca sono efficaci per superare l'altitudine di 4'000 metri e mal di stomaco. Ho visitato la "Casa de la moneda" ma, data la situazione, ho preferito evitare la visita nei cunicoli delle mine di Potosí.. Sará ev. per una prossima volta.
Da Potosí ho preso nuovamente un autobus notturno e mi sono diretta verso La Paz, dove ero attesa da nuovi amici (svizzeri) conosciuti a Cochabamba: Sarah e Bernard, anche loro saranno volontari per i prossimi 3 anni nella grande cittá boliviana. Sarah e Bernard sono una giovane coppia; l'una, 23 anni, bernese, antropologa, l'altro, 41 anni, svizzero francese, giornalista (www.lecourrier.ch). Entrambi sono molto attivi e attenti alle problematiche sociali, ambientali e politiche del Sud America e boliviane in particolare. Per fortuna ho superato abbastanza in fretta le paure che nutrivo verso La Paz (dove pare accadano diverse aggressioni e furti verso gli stranieri) e ne ho invece apprezzato subito l'incredibile panorama, le vie e le piazze colorate.
Per concludere la mia prima visita boliviana mi son fermata per un paio di giorni all'Isola del Sole, sul lago Titicaca. L'accesso piú rapido é da Copacabana, una localitá sulla sponda boliviana dedita principalmente al commercio di artigianato (industriale..) per turisti. Sull' "Isla del Sol" mi son rilassata e ho potuto godere appieno di paesaggi quasi mistici; dove la vista parte dal grande lago, incredibilmente calmo, fino ad arrivare alle lontane montagne delle cordigliere andine. Ho cercato di fotografare paesaggi e tramonti, anche se onestamente é quasi impossibile riprodurne l'atmosfera e la magia.
La prima visita turistica in Peru sono stati Puno e le famose " Islas Flotantes" (isole galleggianti), sempre sul lago Titicaca. Ho visto tribu di indigeni "Uros" (perlopiú appartenenti alla etnia Aymara) che dopo piú di 900 anni dalla loro creazione ancora sembrano vivere in capanne di paglia galleggianti. Su queste isole costruite "artificialmente" dall'uomo si crea una specie micro-cosmo a parte, dove riescono a coltivare micro-orti di patate e verdure e fabbricare pisci-culture (ho visto anche qualche piccolo pannello solare...). Pare che ció abbia origine da "fughe da nemici e da conflitti". Ora di conflitti non ce ne sono, ma alcuni di loro proseguono con questo "modo di vivere", anche se la sussistenta é perlopiú basata sul turismo... Pare, anche, che qualcuno di loro abbia cominciato a fare "finta" di viverci; ovvero la mattina si sveglia nella propria casa di Puno, si veste con vestiti tradizionali e passi la giornata sull'isoletta ad accogliere le barche di visitanti come se...
Finalmente ho visto anche Cuzco e il famoso Macchu Picchu, ebbene si.
Che dire... la vista sul santuario Inca piú famoso al mondo ha senz'altro dell'incredibile, ma piú incredibile ancora é effettivamente la passeggiata tra le sue mura.
Purtroppo é anche incredibile la speculazione turistica che sono riusciti a realizzarci dietro...
Personalmente sono riuscita a trovare un biglietto di entrata al Macchu Picchu a un quarto del costo normale (ca. 46 USD$), grazie a un turista svizzero incontrato a Puno, ma non sono riuscita a scappare dai prezzi "proibitivi" del treno "quasi inevitabile" (65 USD$) che si prende per arrivare a "Macchu Picchu pueblo", o Aguas Calientes, da dove si parte poi per salire verso il santuario (pare che la compagnia ferroviaria in questione, la Perurail, non sia nemmeno di proprietá peruana, bensí cileno-inglese... pfui!)
Esistono, pare, delle "rute alternative" a quelle cosiddette "classiche" (come il treno o il famoso "Inka trail" di 4 giorni che arriva a costare quasi 400 USD$), e sembra che siano anche interessanti... Diciamo che i prossimi intenzionati ad effettuare una gita da queste parti potranno (o dovranno..) mettersi in contatto con la sottoscritta, la quale cercherá di fornire alcune informazioni sul caso ;-)
Arrivando in Peru, Macchu Picchu e Cuzco a parte, mi sembra comunque tutto incredibilmente caro... eh si, ci si rende conto di quanto meno turistica e piú economica é al momento la Bolivia (e a quanto in fretta mi ci ero abituata e affezionata...).
Da Cuzco mi sono diretta allavolta di Arequipa. Ciittadina un pochino meno turisticamente selvaggia di Cuzco (ma solo un pochino) e con un fascino particolare; é tutta bianca in quanto costruita quasi interamente con il "sillar" una pietra vulcanica di questa regione. Ho trascorso anche un paio di giorni nel famoso Canyon del Colca; é stato bello, si, anche se tute quelle ore di camminata quasi mi spezzarono le gambe in due... é stato quasi come scalare il San Gottardo in giú e in su in soli due giorni...
Ho anche visitato il monastero di "Santa Catalina da Sena". Luogo dove vivevano monache in clausura fino al 1970. Praticamente é una cittadina dentro la cittá stessa di Arequipa. Una visita che ha dell'incredibile (soprattutto se fatta di sera con illuminazione a torce e candele): sono case, vie, piazzette, stanze e locali dove le monache erano rinchiuse e praticavano la loro vita separata dalla societá. Mai visto una cosa del genere!
Ora mi trovo nuovamente a La Paz. Manca un giorno alle elezioni presidenziali boliviane... pare che domani ci sia il divieto di circolazione in tutto il paese e da un paio di giorni é assolutamente vietato consumare alcool.. Io spero di avere la possibilitá di poter osservare da vicino... ;-)
Un abbraccio a tutti e alla prossima!
9.11.09
Sud America: iniziando da Buenos Aires?
Ed eccomi finalmente al primo post di questo nuovo viaggio.
Ho trascorso i miei primi giorni di visita alle americhe del sud nella citta di Buenos Aires. Qui il viaggio non é ancora veramente iniziato; direi che é piú un prologo, un'introduzione.
A Buenos Aires si sente ancora un forte odore di Europa; l'architettura e soprattutto la gente ricordano molto le cittá di Madrid, Parigi, Roma..
Il prologo argentino é stato comunque molto piacevole.
All'aeroporto di Buenos Aires sono stata subito accolta dal mio caro amico Gaston, arrivato direttamente in autobus da Mar del Plata, cittadina a 500-600 km a sud dalla capitale argentina. In compagnia di Gaston ho poi visitato per una decina di giorni quel groviglio di strade, edifici, musei, parchi, cartelli pubblicitari (molti con donnine scosciate che fanno invidia alle televisioni Mediaset..) e auto, che caratterizzano credo ogni grande metropoli che si rispetti.
Un'idea delle dimensioni disumane di Buenos Aires la si puó giá avere dall'aereo, arrivando quando ancora é notte: il mare di luci praticamente non riesce a trovare fine...
Fortunatamente, in questi 10 giorni, siamo riusciti goderci anche una pausa dal caos metropolitano. Siamo stati ospiti di Gerard, un caro amico di Gaston, che vive in un luogo chiamato "Parque Leloir", non molto lontano dalla "Capital Federal". Un luogo dove si puó incredibilmente respirare un po' di verde malgrado disti solo a poco piú mezz'ora dalla metropoli. Non a caso Parque Leloir é un luogo che sta diventado piuttosto "in" tra i "porteños" stanchi dallo stress e del rumore..
Gaston e io ci siamo cosí potuti permettere un po' di sano riposo; leggendo, cazzeggiando, guardando film, praticando addirittura anche un po' di yoga e partecipando a un concerto di strumenti orientali. Ora ditemi: quale agenzia di viaggi sarebbe stata in grado di organizzarmi un viaggio migliore?! :-)
Il fatto di essere ospitata e di avere anche con me una guida-accompagnatore-fotoreporter-protettore é stato veramente impagabile. Un giorno, forse, speriamo, Gaston riuscirá a realizzare la tanto desiderata visita in Svizzera e in Italia... (speriamo di riuscire anche a restituire il servizio ricevuto...). Gli iscritti a Facebook possono giá vedere alcune foto, gli altri dovranno purtroppo aspettare finché non pubblico su flickr.
A Buenos Aires ho anche giá incontrato i miei prossimi accompagnatori di viaggio: i miei amici Francesca e Giacomo, i quali vivono e lavorano a Cochabamba, in Bolivia, occupandosi di progetti sociali per conto di una ong svizzera.
Insime a loro ho capito che la cosa migliore, per continuare il mio viaggio, sarebbe stata quella di prendere direttamente l'aereo per arrivare in Bolivia il prima possibile, piú tardi sarebbe piú complicato: un po' perché inizierá la stagione delle pioggie e un po' perché pare che a dicembre Francesca e Giacomo saranno invasi da ulteriori visite.
Giovedí ho quindi preso il volo per la Bolivia, iniziando da Santa Cruz de la Sierra, dove mi son fermata una notte, giusto per farmi un'idea del luogo, che giá sapevo non sarebbe stato di grande interesse per me; molto commerciale e atipico per questa nazione andina.
Venerdí ero quindi giá piazzata su un autobus alla volta di Cochabamba.
La prima immagine del paesaggio boliviano: molto, ma molto verde nella parte bassa e piú secco e arido man mano che si cominciano a raggiungere i 2700 msm di Cochabamba.
Le case e le persone sono molto semplici fuori dai centri cittadini, a volte sembra purtroppo rasentare la miseria. Il divario sociale é notevole; vederlo di persona fa chiaramente piú effetto che nei documentari..
Il mal di testa per l'altezza era inevitabile, sono peró riuscita a combatterlo abbastanza in fretta dopo la prima notte; grazie anche a un'immediato consumo massiccio di te di foglie di coca.. che ho subito gradito molto!
A Santa Cruz il clima é praticamente tropicale, molto caldo e molto umido; a Cochabamba c'é sempre ancora un bel calduccio, ma é decisamente piú fresco e piacevole.
I miei amici Francesca e Giacomo li ho trovati decisamente in forma. Contenti e soddisfatti della loro esperienza boliviana; non sempre facile ma che senz'altro si porteranno per sempre nel cuore.
Sabato e domenica sono anche giá riuscita a filmare un po': prima una visita alla creazione di un nuovo pozzo e poi una riunione con una comunitá locale, dove si affrontava il perenne problema della distribuzione idrica locale, tema molto ma molto importante e di difficile soluzione. Giacomo, geologo, dice che in realtá di acqua in Bolivia ce n'é a sufficenza, il problema é solo che é incredibilmente mal distribuita...
Nel frattempo spero di poter filmare anche un po' l'attivitá di Francesca, che é educatrice e si occupa di bambini. Vedremo.
Il 6 dicembre, in Bolivia, ci saranno le elezioni presidenziali; Evo Morales e il MAS (il suo partito) sembrano essere i favoriti (ovunque si vedono slogan che dicono "Evo de nuevo" o "Evo cumple" o "queremos MAS..", ecc...). Personalmente non mi sono fatta ancora un'idea chiara della situazione e purtroppo temo che mi possa capitare lo stesso che giá successe a Cuba: non riuscire a capire mai veramente.
Forse di questo meglio parlarne in un prossimo post... vediamo..
A Cochabamba mi fermeró fino a giovedí o venerdí. La mia prossima tappa sará la cittadina di Sucre, in seguito Potosí, dove c'é la grande attivitá mineraria Boliviana e poi direttamente a La Paz.
Sinceramente non muoio dalla voglia di vedere la capitale boliviana, anche se vale la pena visitarla mi dicono che é un po' piú pericolosa, che dire, bisognerá fare attenzione.. (ad ogni modo pare non si possa evitare se poi si vuole proseguire per il lago Titicaca e per il Peru..). Cercheró di fermarmi lo stretto necessario; stare troppo tempo nelle grandi cittá, andare in giro sempre con la guardia alta, dopo un po' diventa stressante...
L'obiettivo principale sará poi Cuzco e il Machu Picchu, in Perú. Nutro ancora la silenziosa speranza che l'invasione massiccia turistica arrivi piú tardi...
Una volta riuscita a godermi l'alba del Machu Picchu inizieró il ritorno, nuovamente verso sud: via Arequipa, poi nord del Chile, solo fino a San Pedro de Atacama e da lí dinuovo in Bolivia visitando il famoso deserto di sale di Uyuni (che pare essere uno spettacolo..). Il viaggio proseguirá poi verso il nord dell'Argentina, via Villazón, Salta e Tucuman. Verso metá dicembre dovrei riuscire ad arrivare alla mia meta finale: Mar del Plata, dinuovo da Gaston, per riposare e riprendere energie prima di cominciare un'altra, nuova, avventura lavorativa...
Sono parecchi chilometri da percorrere, ma sono sicura che ne varrá la pena :-)
Cercheró, nel possibile, di tenervi informati..
Ho trascorso i miei primi giorni di visita alle americhe del sud nella citta di Buenos Aires. Qui il viaggio non é ancora veramente iniziato; direi che é piú un prologo, un'introduzione.
A Buenos Aires si sente ancora un forte odore di Europa; l'architettura e soprattutto la gente ricordano molto le cittá di Madrid, Parigi, Roma..
Il prologo argentino é stato comunque molto piacevole.
All'aeroporto di Buenos Aires sono stata subito accolta dal mio caro amico Gaston, arrivato direttamente in autobus da Mar del Plata, cittadina a 500-600 km a sud dalla capitale argentina. In compagnia di Gaston ho poi visitato per una decina di giorni quel groviglio di strade, edifici, musei, parchi, cartelli pubblicitari (molti con donnine scosciate che fanno invidia alle televisioni Mediaset..) e auto, che caratterizzano credo ogni grande metropoli che si rispetti.
Un'idea delle dimensioni disumane di Buenos Aires la si puó giá avere dall'aereo, arrivando quando ancora é notte: il mare di luci praticamente non riesce a trovare fine...
Fortunatamente, in questi 10 giorni, siamo riusciti goderci anche una pausa dal caos metropolitano. Siamo stati ospiti di Gerard, un caro amico di Gaston, che vive in un luogo chiamato "Parque Leloir", non molto lontano dalla "Capital Federal". Un luogo dove si puó incredibilmente respirare un po' di verde malgrado disti solo a poco piú mezz'ora dalla metropoli. Non a caso Parque Leloir é un luogo che sta diventado piuttosto "in" tra i "porteños" stanchi dallo stress e del rumore..
Gaston e io ci siamo cosí potuti permettere un po' di sano riposo; leggendo, cazzeggiando, guardando film, praticando addirittura anche un po' di yoga e partecipando a un concerto di strumenti orientali. Ora ditemi: quale agenzia di viaggi sarebbe stata in grado di organizzarmi un viaggio migliore?! :-)
Il fatto di essere ospitata e di avere anche con me una guida-accompagnatore-fotoreporter-protettore é stato veramente impagabile. Un giorno, forse, speriamo, Gaston riuscirá a realizzare la tanto desiderata visita in Svizzera e in Italia... (speriamo di riuscire anche a restituire il servizio ricevuto...). Gli iscritti a Facebook possono giá vedere alcune foto, gli altri dovranno purtroppo aspettare finché non pubblico su flickr.
A Buenos Aires ho anche giá incontrato i miei prossimi accompagnatori di viaggio: i miei amici Francesca e Giacomo, i quali vivono e lavorano a Cochabamba, in Bolivia, occupandosi di progetti sociali per conto di una ong svizzera.
Insime a loro ho capito che la cosa migliore, per continuare il mio viaggio, sarebbe stata quella di prendere direttamente l'aereo per arrivare in Bolivia il prima possibile, piú tardi sarebbe piú complicato: un po' perché inizierá la stagione delle pioggie e un po' perché pare che a dicembre Francesca e Giacomo saranno invasi da ulteriori visite.
Giovedí ho quindi preso il volo per la Bolivia, iniziando da Santa Cruz de la Sierra, dove mi son fermata una notte, giusto per farmi un'idea del luogo, che giá sapevo non sarebbe stato di grande interesse per me; molto commerciale e atipico per questa nazione andina.
Venerdí ero quindi giá piazzata su un autobus alla volta di Cochabamba.
La prima immagine del paesaggio boliviano: molto, ma molto verde nella parte bassa e piú secco e arido man mano che si cominciano a raggiungere i 2700 msm di Cochabamba.
Le case e le persone sono molto semplici fuori dai centri cittadini, a volte sembra purtroppo rasentare la miseria. Il divario sociale é notevole; vederlo di persona fa chiaramente piú effetto che nei documentari..
Il mal di testa per l'altezza era inevitabile, sono peró riuscita a combatterlo abbastanza in fretta dopo la prima notte; grazie anche a un'immediato consumo massiccio di te di foglie di coca.. che ho subito gradito molto!
A Santa Cruz il clima é praticamente tropicale, molto caldo e molto umido; a Cochabamba c'é sempre ancora un bel calduccio, ma é decisamente piú fresco e piacevole.
I miei amici Francesca e Giacomo li ho trovati decisamente in forma. Contenti e soddisfatti della loro esperienza boliviana; non sempre facile ma che senz'altro si porteranno per sempre nel cuore.
Sabato e domenica sono anche giá riuscita a filmare un po': prima una visita alla creazione di un nuovo pozzo e poi una riunione con una comunitá locale, dove si affrontava il perenne problema della distribuzione idrica locale, tema molto ma molto importante e di difficile soluzione. Giacomo, geologo, dice che in realtá di acqua in Bolivia ce n'é a sufficenza, il problema é solo che é incredibilmente mal distribuita...
Nel frattempo spero di poter filmare anche un po' l'attivitá di Francesca, che é educatrice e si occupa di bambini. Vedremo.
Il 6 dicembre, in Bolivia, ci saranno le elezioni presidenziali; Evo Morales e il MAS (il suo partito) sembrano essere i favoriti (ovunque si vedono slogan che dicono "Evo de nuevo" o "Evo cumple" o "queremos MAS..", ecc...). Personalmente non mi sono fatta ancora un'idea chiara della situazione e purtroppo temo che mi possa capitare lo stesso che giá successe a Cuba: non riuscire a capire mai veramente.
Forse di questo meglio parlarne in un prossimo post... vediamo..
A Cochabamba mi fermeró fino a giovedí o venerdí. La mia prossima tappa sará la cittadina di Sucre, in seguito Potosí, dove c'é la grande attivitá mineraria Boliviana e poi direttamente a La Paz.
Sinceramente non muoio dalla voglia di vedere la capitale boliviana, anche se vale la pena visitarla mi dicono che é un po' piú pericolosa, che dire, bisognerá fare attenzione.. (ad ogni modo pare non si possa evitare se poi si vuole proseguire per il lago Titicaca e per il Peru..). Cercheró di fermarmi lo stretto necessario; stare troppo tempo nelle grandi cittá, andare in giro sempre con la guardia alta, dopo un po' diventa stressante...
L'obiettivo principale sará poi Cuzco e il Machu Picchu, in Perú. Nutro ancora la silenziosa speranza che l'invasione massiccia turistica arrivi piú tardi...
Una volta riuscita a godermi l'alba del Machu Picchu inizieró il ritorno, nuovamente verso sud: via Arequipa, poi nord del Chile, solo fino a San Pedro de Atacama e da lí dinuovo in Bolivia visitando il famoso deserto di sale di Uyuni (che pare essere uno spettacolo..). Il viaggio proseguirá poi verso il nord dell'Argentina, via Villazón, Salta e Tucuman. Verso metá dicembre dovrei riuscire ad arrivare alla mia meta finale: Mar del Plata, dinuovo da Gaston, per riposare e riprendere energie prima di cominciare un'altra, nuova, avventura lavorativa...
Sono parecchi chilometri da percorrere, ma sono sicura che ne varrá la pena :-)
Cercheró, nel possibile, di tenervi informati..
26.9.09
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