26.5.05

Amnesty report: Guantanamo and...

In 1973 AI published its first report on torture. It found that: “torture thrives on secrecy and impunity. Torture rears its head when the legal barriers against it are barred. Torture feeds on discrimination and fear. Torture gains ground when official condemnation of it is less than absolute.” The pictures of detainees in US custody in Abu Ghraib, Iraq, show that what was true 30 years ago remains true today.

Despite the near-universal outrage generated by the photographs coming out of Abu Ghraib, and the evidence suggesting that such practices are being applied to other prisoners held by the USA in Afghanistan, Guantánamo and elsewhere, neither the US administration nor the US Congress has called for a full and independent investigation.

Instead, the US government has gone to great lengths to restrict the application of the Geneva Conventions and to “re-define” torture. It has sought to justify the use of coercive interrogation techniques, the practice of holding “ghost detainees” (people in unacknowledged incommunicado detention) and the "rendering" or handing over of prisoners to third countries known to practise torture. The detention facility at Guantánamo Bay has become the gulag of our times, entrenching the practice of arbitrary and indefinite detention in violation of international law. Trials by military commissions have made a mockery of justice and due process.



Stati Uniti e Gran Bretagna hanno tradito la causa del
rispetto dei diritti umani per attuare la loro guerra al
terrorismo. Lo ha dichiarato ieri il segretario generale di
Amnesty International, Irene Kahn, durante la presentazione
del rapporto annuale dell'organizzazione. Kahn ha
condannato la situazione della base militare americana di
Guantanamo dove sono ancora detenuti centinaia di
prigionieri arrestati, per la maggior parte durante la
campagna militare statunitense in Afghanistan. Amnesty ha
definito Guantanamo "il gulag del nostro tempo".

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25.5.05

I lager cinesi che fabbricano il sogno occidentale

In Cina diffondere notizie sullo sfruttamento del lavoro minorile è un reato (si rischia l'arresto immediato, una condanna senza possibilità di difendersi e pesanti pene), ma qualcuno (giornali e associazioni) rompe l'omertà e vengono fuori notizie raccapriccianti.
Per confezionare un paio di Timberland, vendute in Europa a 150 euro, nella città di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro. Lavora 16 ore al giorno, dorme in fabbrica, non ha ferie né assicurazione malattia. Per fabbricare un paio di scarpe da jogging Puma una cinese riceve 90 centesimi di euro: il prezzo in Europa è 178 euro (per il modello con il logo della Ferrari).
Un'altro caso scandaloso è quello della He Yi di Dongguan, azienda che lavora per conto della Disney. I 2.100 operai che fabbricano bambole e giocattoli fanno turni (con straordinari obbligatori) che possono raggiungere le 18 ore al giorno. La settimana lavorativa è di sette giorni , con un solo giorno di riposo al mese. Le paghe sono di 13 centesimi di euro all'ora, inferiori al salario minimo legale cinese. I ritardi nel pagamento degli stipendi sono frequenti e nel gennaio 2004, dopo aver osato protestare perché la paga non arrivava, 50 operai sono stati licenziati. Non c'è pensione, né assistenza sanitaria in caso di malattia. Nei dormitori vengono stipati anche venti operai per stanza.
I controlli che la Walt Disney si vanta di fare sono delle vere e proprie farse.
(fonte: Repubblica)
Ecco i link di due articoli di Repubblica su questo tema.

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INSTANTES

Si pudiera vivir nuevamente mi vida,
en la próxima trataría de cometer mas errores,
no intentaría se tan perfecto, me relajaría mas,
sería mas tonto de lo que he sido, de hecho,
tomaría muy pocas cosas con seriedad, seria menos higiénico.
Correría mas riesgos , haría mas viajes,
contemplaría mas atardeceres,
subiría mas montañas, nadaría mas ríos...
Iría a lugares a donde nunca he ido, comería mas helados y menos habas,
tendría mas problemas reales y menos imaginarios.
Yo fui una de las personas que vivió sensata y
prolíficamente cada minuto de su vida.
Claro que tuve momentos de alegría.
Pero si pudiera volver atrás trataría de tener solamente buenos momentos.
Por si no lo saben, de eso esta hecha la vida,
solo de momentos, no te pierdas el ahora.
Yo era uno de esos que nunca iban a ninguna parte sin un termómetro,
una bolsa de agua caliente , un paraguas y un paracaídas.
Si pudiera volver a vivir, comenzaría a andar descalzo
a principios de la primavera y seguiría así hasta concluir el otoño.
Daría mas vueltas en calesitas, contemplaría mas atardeceres y
jugaría con mas niños, si tuviera otra vez la vida por delante.
Pero yo, ven, tengo 85 años y se que me estoy muriendo.

Jorge Luis Borges

18.5.05

Lamparos..

I lettini abbronzanti a raggi UV fanno male e l'Organizzazione mondiale della Sanità preme affinchè anche in Italia (come Francia, Spagna, e California) vengano vietati ai minori di 18 anni e gli adulti informati sui rischi che corrono.
Il problema è che in Italia vengono utilizzati soprattutto lettini ad alta densità, cioè con uno spettro di luce più forte di quello del Sole. Questo perchè utilizzando uno spettro di luce più leggero servirebbero più sedute, circa una decina, per raggiungere un buon livello di abbronzatura. I clienti vogliono invece risparmiare ed essere cotti nel minor tempo possibile.
Secondo stime dell'Istituto superiore di sanità ogni anno in Italia i nuovi casi di melanoma registrano un incremento di 4-5 mila unità mentre basaliomi e spinaliomi, forme tumorali meno gravi, aumentano di 100 mila nuovi casi all'anno. Il motivo di questa crescita è dovuto in buona parte ai raggi Uv delle lampade.

12.5.05

Argentina: a concrete and successful local alternative to the global economic model

Around the world, Argentina's movement of recovered companies and factories is seen as an inspiration in the fight against neoliberalism, and an important symbol of another world that is possible, necessary, and emerging.

One of the jewels of this movement is the worker-controlled ceramic tile factory of Zanon in Neuquen: a concrete and successful local alternative to the global economic model. Under worker control, the factory has increased employment 50% in one year from 300 to 450 workers: what multinational corporation can boast that kind of record? The Zanon workers have managed this democratically, with decisions made in open assemblies, and every worker having equal power. How many of us have ever experienced true democracy in our workplaces?

The Zanon workers have also built deep popular support in the province of Neuquen, and have shown their commitment to their community in many ways, most recently by building a community health centre in the impoverished community next to the factory.

And yet the reward for the extraordinary successes of the last three years seems to be the constant threat of eviction, and a state of precariousness that could be easily removed by simple legal and legislative measures.

http://www.PetitionOnline.com/zanon/petition.html

Naomi Klein ha presentato un nuovo documentario dal titolo The Take, in cui si racconta la storia degli operai argentini della fabbrica di ceramica Zanon, a Neuquén, in Patagonia. Nel 2001 si sono riuniti in una cooperativa, la Fasinpat, Fabrica sin padrones, hanno occupato l'azienda fallita e ripreso la produzione. Con risultati straordinari: nel 2004 il numero di operai della cooperativa è salito da 300 a 470 e la produttività è quasi raddoppiata. Sono inoltre riusciti a costruire un centro medico vicino alla fabbrica.
In totale sono oltre 15mila i lavoratori che hanno occupato e ora gestiscono 200 imprese, tentando di costruire una alternativa al sistema fallimentare (nonostante i finanziamenti statali) degli ultimi venti anni.
Tra questi ci sono i tipografi della Chilavert, i tessili di Brukman, gli elettrici di Renacer, i medici e gli ospedalieri delle cliniche di Junin e Ados, i calzaturieri di Gattic.
L'occupazione delle fabbriche non è vista di buon occhio dal governo che sta tentando in tutti i modi di boicottare l'attività lavorativa, facendo pressioni (intimidazioni, aggressioni verbali e fisiche) sugli operai. Il tutto nella più totale impunità.
In rete si può sottoscrivere un appello in difesa della cooperativa:

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