12.5.05

Argentina: a concrete and successful local alternative to the global economic model

Around the world, Argentina's movement of recovered companies and factories is seen as an inspiration in the fight against neoliberalism, and an important symbol of another world that is possible, necessary, and emerging.

One of the jewels of this movement is the worker-controlled ceramic tile factory of Zanon in Neuquen: a concrete and successful local alternative to the global economic model. Under worker control, the factory has increased employment 50% in one year from 300 to 450 workers: what multinational corporation can boast that kind of record? The Zanon workers have managed this democratically, with decisions made in open assemblies, and every worker having equal power. How many of us have ever experienced true democracy in our workplaces?

The Zanon workers have also built deep popular support in the province of Neuquen, and have shown their commitment to their community in many ways, most recently by building a community health centre in the impoverished community next to the factory.

And yet the reward for the extraordinary successes of the last three years seems to be the constant threat of eviction, and a state of precariousness that could be easily removed by simple legal and legislative measures.

http://www.PetitionOnline.com/zanon/petition.html

Naomi Klein ha presentato un nuovo documentario dal titolo The Take, in cui si racconta la storia degli operai argentini della fabbrica di ceramica Zanon, a Neuquén, in Patagonia. Nel 2001 si sono riuniti in una cooperativa, la Fasinpat, Fabrica sin padrones, hanno occupato l'azienda fallita e ripreso la produzione. Con risultati straordinari: nel 2004 il numero di operai della cooperativa è salito da 300 a 470 e la produttività è quasi raddoppiata. Sono inoltre riusciti a costruire un centro medico vicino alla fabbrica.
In totale sono oltre 15mila i lavoratori che hanno occupato e ora gestiscono 200 imprese, tentando di costruire una alternativa al sistema fallimentare (nonostante i finanziamenti statali) degli ultimi venti anni.
Tra questi ci sono i tipografi della Chilavert, i tessili di Brukman, gli elettrici di Renacer, i medici e gli ospedalieri delle cliniche di Junin e Ados, i calzaturieri di Gattic.
L'occupazione delle fabbriche non è vista di buon occhio dal governo che sta tentando in tutti i modi di boicottare l'attività lavorativa, facendo pressioni (intimidazioni, aggressioni verbali e fisiche) sugli operai. Il tutto nella più totale impunità.
In rete si può sottoscrivere un appello in difesa della cooperativa:

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