5.12.09

In giro per le Ande..

E già passò un mese dall'ultimo post... il tempo vola e il viaggio continua...

Eravamo rimasti a Cochabamaba, da Francesca e Giacomo... tutto é andato molto bene. 
Per finire sono riuscita a filmare anche qualcosa dell'attivitá educativa per la quale si sta impegnando Francesca; "educar es fiesta", l'associazione per cui lavora, si occupa di ragazzi di quartieri periferici, difficili, umili e con poche risorse. Riprendendo e trascorrendo un po' di tempo con questi ragazzi che suonano e giocano come matti; si riesce ad andare rapidamente "oltre" l'aspetto "povero" della loro realtá; a un certo punto é come se me ne fossi "dimenticata".  
A Cochabamba ho fatto anche la piacevole conoscenza di Marion, una volontaria svizzera che lavora per conto di una fondazione del Liechtenstein, nonché coinquilina di Francesca e Giacomo. Marion, per 4 anni, ha contribuito alla creazione di un progetto a mio parere molto interessante: il centro Samay Wasy (www.samaywasi.org). Si tratta di un centro nato come scuola per formare leader-contadini della regione e che ha finito per combinarsi con l'attivitá alberghiera, dove si ospitano viaggiatori, gruppi di persone, corsi, workshop e congressi di ogni tipo. La parte piú interessante di questo tipo di progetto é il fatto che Marion ha contribuito fortemente alla sua realizzazione e oggi questo centro puó sussistere con le proprie forze senza piú "aiuti esterni" (un esempio simile l'ho incontrato anche a Cuzco nella "casa campesina": http://www.cbc.org.pe/casacampesina/).
Da Cochabamba ho proseguito alla volta di Sucre, effettuando il mio primo spostamento in autobus notturno (quasi 9 ore..). Un'esperienza indimenticabile: non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! La strada che collega queste due cittá é piuttosto tortuosa, si é allietati da un "massaggio" costante.. Durante il tragitto si é bucata una ruota e ha cominciato anche a piovere a dirotto... l'unica buona notizia é forse che il nostro autista era quasi completamente sobrio... E sono infine arrivata sana e salva a destinazione :-)
Sucre é decisamente una bella cittadina caratterizzata da un'archittettura di chiare origini colonico-spagnole (come praticamente quasi tutte le cittadine delle americhe del sud..). Qui si trova in teoria la capitale amministrativa della Bolivia, anche se il peso economico-esecutivo lo possiede la cittá de La Paz. Visitai il museo dei tessili indigeni (ne vale veramente la pena!), il convento de la Recoleta e la casa de la Libertad; tutto molto ma molto interessante.
Nella pensione Pachamama ho fatto conoscenza anche dei primi viaggiatori europei: Pilar e Josep-Maria, una simpatica coppia di 65enni catalani!! Lei con lunga esperienza di infermiera e volontaria e lui disegnatore industriale, insieme sono riusciti a creare una famiglia con 7 figli... Siamo giá d'accordo di incontrarci al nostro rientro ;-)
Da Sucre mi sono spostata a Potosí (3 ore di viaggio, di giorno). Lí mi sono finalmente beccata la mia prima diarrea fulminante, risultato: un giorno intero speso in posizione orizzontale sotto 3 coperte e seduta.. giá potete immaginare dove.. Perfortuna il tutto fu quasi superato giá il giorno dopo. Camomilla e infusioni di foglie di coca sono efficaci per superare l'altitudine di 4'000 metri e mal di stomaco. Ho visitato la "Casa de la moneda" ma, data la situazione, ho preferito evitare la visita nei cunicoli delle mine di Potosí.. Sará ev. per una prossima volta.
Da Potosí ho preso nuovamente un autobus notturno e mi sono diretta verso La Paz, dove ero attesa da nuovi amici (svizzeri) conosciuti a Cochabamba: Sarah e Bernard, anche loro saranno volontari per i prossimi 3 anni nella grande cittá boliviana. Sarah e Bernard sono una giovane coppia; l'una, 23 anni, bernese, antropologa, l'altro, 41 anni, svizzero francese, giornalista (www.lecourrier.ch). Entrambi sono molto attivi e attenti alle problematiche sociali, ambientali e politiche del Sud America e boliviane in particolare. Per fortuna ho superato abbastanza in fretta le paure che nutrivo verso La Paz (dove pare accadano diverse aggressioni e furti verso gli stranieri) e ne ho invece apprezzato subito l'incredibile panorama, le vie e le piazze colorate.
Per concludere la mia prima visita boliviana mi son fermata per un paio di giorni all'Isola del Sole, sul lago Titicaca. L'accesso piú rapido é da Copacabana, una localitá sulla sponda boliviana dedita principalmente al commercio di artigianato (industriale..) per turisti. Sull' "Isla del Sol" mi son rilassata e ho potuto godere appieno di paesaggi quasi mistici; dove la vista parte dal grande lago, incredibilmente calmo, fino ad arrivare alle lontane montagne delle cordigliere andine. Ho cercato di fotografare paesaggi e tramonti, anche se onestamente é quasi impossibile riprodurne l'atmosfera e la magia.
La prima visita turistica in Peru sono stati Puno e le famose " Islas Flotantes" (isole galleggianti), sempre sul lago Titicaca. Ho visto tribu di indigeni "Uros" (perlopiú appartenenti alla etnia Aymara) che dopo piú di 900 anni dalla loro creazione ancora sembrano vivere in capanne di paglia galleggianti. Su queste isole costruite "artificialmente" dall'uomo si crea una specie micro-cosmo a parte, dove riescono a coltivare micro-orti di patate e verdure e fabbricare pisci-culture (ho visto anche qualche piccolo pannello solare...). Pare che ció abbia origine da "fughe da nemici e da conflitti". Ora di conflitti non ce ne sono, ma alcuni di loro proseguono con questo "modo di vivere", anche se la sussistenta é perlopiú basata sul turismo... Pare, anche, che qualcuno di loro abbia cominciato a fare "finta" di viverci; ovvero la mattina si sveglia nella propria casa di Puno, si veste con vestiti tradizionali e passi la giornata sull'isoletta ad accogliere le barche di visitanti come se...
Finalmente ho visto anche Cuzco e il famoso Macchu Picchu, ebbene si.

Che dire... la vista sul santuario Inca piú famoso al mondo ha senz'altro dell'incredibile, ma piú incredibile ancora é effettivamente la passeggiata tra le sue mura. 
Purtroppo é anche incredibile la speculazione turistica che sono riusciti a realizzarci dietro... 
Personalmente sono  riuscita a trovare un biglietto di entrata al Macchu Picchu a un quarto del costo normale (ca. 46 USD$), grazie a un turista svizzero incontrato a Puno, ma non sono riuscita a scappare dai prezzi "proibitivi" del treno "quasi inevitabile" (65 USD$) che si prende per arrivare a "Macchu Picchu pueblo", o Aguas Calientes, da dove si parte poi per salire verso il santuario (pare che la compagnia ferroviaria in questione, la Perurail, non sia nemmeno di proprietá peruana, bensí cileno-inglese... pfui!)
Esistono, pare, delle "rute alternative" a quelle cosiddette "classiche" (come il treno o il famoso "Inka trail" di 4 giorni che arriva a costare quasi 400 USD$), e sembra che siano anche interessanti... Diciamo che i prossimi intenzionati ad effettuare una gita da queste parti potranno (o dovranno..) mettersi in contatto con la sottoscritta, la quale cercherá di fornire alcune informazioni sul caso ;-)
Arrivando in Peru, Macchu Picchu e Cuzco a parte, mi sembra comunque tutto incredibilmente caro... eh si, ci si rende conto di quanto meno turistica e piú economica é al momento la Bolivia (e a quanto in fretta mi ci ero abituata e affezionata...). 
Da Cuzco mi sono diretta allavolta di Arequipa. Ciittadina un pochino meno turisticamente selvaggia di Cuzco (ma solo un pochino) e con un fascino particolare; é tutta bianca in quanto costruita quasi interamente con il "sillar" una pietra vulcanica di questa regione. Ho trascorso anche un paio di giorni nel famoso Canyon del Colca; é stato bello, si, anche se tute quelle ore di camminata quasi mi spezzarono le gambe in due... é stato quasi come scalare il San Gottardo in giú e in su in soli due giorni...
Ho anche visitato il monastero di "Santa Catalina da Sena". Luogo dove vivevano monache in clausura fino al 1970. Praticamente é una cittadina dentro la cittá stessa di Arequipa. Una visita che ha dell'incredibile (soprattutto se fatta di sera con illuminazione a torce e candele): sono case, vie, piazzette, stanze e locali dove le monache erano rinchiuse e praticavano la loro vita separata dalla societá. Mai visto una cosa del genere!
Ora mi trovo nuovamente a La Paz. Manca un giorno alle elezioni presidenziali boliviane... pare che domani ci sia il divieto di circolazione in tutto il paese e da un paio di giorni é assolutamente vietato consumare alcool.. Io spero di avere la possibilitá di poter osservare da vicino... ;-)
Un abbraccio a tutti e alla prossima!
 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Saritaaaa!
Que envidia que me das!
Muy interesante todo lo que cuentas... tendrás que escribir un libro!
Hoy precisamente comentaban en TV que el lago Titicaca estaba cada vez más seco a causa del cambio climático...
Estaré atenta a los resultados de las elecciones, a ver si te veo entre la gente...
Por aquí se te echa de menos!
Pero vale la pena esperar!
A la vuelta nos vemos y me cuentas más y más!
Un abrazo enorme!
Hasta pronto querida!
Esther*
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

KicO ha detto...

Ciao Rocker!

Bello viaggio, dan ganas de largar todo y salir a las rutas, con mochila y sin planes.

YA vamos a ver las fotos tomando unos buenos mates :)

Tanti baci!

G